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Verticali nel mondo open-source, da capo a piedi.
Non rincorriamo bollini né certificazioni di vendor: lavoriamo verticalmente sullo stack open-source moderno e lo padroneggiamo a fondo. Tecnologie aperte, collaudate, diffuse — codice ispezionabile, niente canoni di licenza nascosti.
01 / La nostra scelta
Perché stack open-source e non piattaforme proprietarie?
I vendor proprietari ti vendono la velocità iniziale e te la fanno pagare per anni: licenze per utente, prezzi che salgono ogni rinnovo, funzionalità chiuse dietro un paywall, dati prigionieri in formati non documentati. Lo stack open-source moderno copre — bene — quasi tutto ciò che serve a una PMI, con costi prevedibili e libertà di evolvere.
Niente canoni di licenza per utente: la spesa cresce col valore, non con la headcount.
Codice ispezionabile delle librerie: nessuna black-box di vendor.
Comunità globale: aggiornamenti di sicurezza tempestivi, documentazione abbondante.
Portabilità tra cloud e on-premise: l'infrastruttura non è ostaggio di un singolo vendor.
Skill diffusi sul mercato: trovare uno sviluppatore senior che conosce questo stack è semplice.
Roadmap nelle tue mani: nessun vendor che decide di togliere una funzione domani.
02 / Aree di competenza
Dove siamo verticali.
Back-end Node.js
API REST con Express 5, validazione Zod, ORM type-safe con Prisma 6 su PostgreSQL 16.
Front-end React
React 19 con TailwindCSS 4, componenti riusabili, accessibilità WCAG, prestazioni reali.
Real-time & code
Socket.IO per WebSocket bidirezionali, BullMQ + Redis 7 per job queue distribuite.
Integrazioni
Middleware idempotenti con ERP/gestionali, fatturazione SdI, e-commerce e marketplace.
Mobile
App multipiattaforma offline-first per forza vendita, tecnici sul campo e magazzino.
Infrastruttura
Container Docker, orchestrazione Kubernetes dove serve, MinIO per file storage S3-compatibile.
Sicurezza
Ruoli granulari (RBAC), MFA, audit log, cifratura in transito (TLS) e a riposo (AES).
Qualità
Test automatizzati con Vitest, CI/CD pipelines, code review obbligatoria, documentazione tecnica.
03 / Stack ufficiale
Lo stesso stack su ogni progetto.
Una scelta deliberata
Standardizziamo sullo stesso stack su tutti i progetti — non per rigidità ideologica, ma perché capitalizziamo il sapere: gli sviluppatori sono interscambiabili tra team, le ottimizzazioni si propagano, gli strumenti di monitoring e i template di sicurezza sono provati e riprovati. Il cliente beneficia di anni di iterazioni accumulate su scelte ben fatte.
Niente certificazioni di vendor, expertise verticale
Non siamo Microsoft Gold Partner né AWS Solutions Architect Certified. Non perché non potremmo, ma perché quei bollini non servono al cliente: servono al vendor per vincolarci ai loro prodotti. Investiamo le ore nella padronanza verticale dello stack open-source che usiamo, non in corsi di marketing tecnico.
Open-source significa libertà
Tutto ciò che produciamo si appoggia a tecnologie con licenze permissive (MIT, Apache 2.0, BSD, PostgreSQL License) o database con community editions enterprise-ready. Significa autonomia di hosting, scelta libera del cloud provider, comunità globale che mantiene aggiornati gli strumenti che usiamo.
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·· / FAQ
Competenze open-source: domande frequenti
Su quali tecnologie lavorate?+
Stack 100% open-source moderno: Node.js 22 LTS, Express 5, Prisma 6, PostgreSQL 16, Redis 7, React 19, TailwindCSS 4, MinIO, BullMQ, Socket.IO, Zod, Vitest. Stesse scelte su tutti i progetti, per capitalizzare sapere e affidabilità nel tempo.
Perché non avete certificazioni Microsoft, AWS o Salesforce?+
Perché siamo verticali nel mondo open-source. Le certificazioni di vendor proprietari servono a quei vendor per vincolare i partner ai loro prodotti — non aggiungono valore reale al cliente. Investiamo il tempo nella padronanza profonda dello stack aperto, non in corsi di marketing tecnico. Quando un cliente ha bisogno di un'integrazione con prodotti Microsoft o AWS, la facciamo benissimo: usiamo le loro API standard, che sono pubbliche e ben documentate.
L'open-source è davvero affidabile per le aziende?+
Sì, lo è da almeno 20 anni. PostgreSQL gira nei sistemi bancari e governativi globali, Linux è la base del 90% di internet, Node.js è il runtime di Netflix e PayPal, Redis è ovunque ci sia cache. La stragrande maggioranza dell'infrastruttura digitale moderna è open-source. Il rischio non è tecnico: è una percezione di marketing dei vendor proprietari.
Vi integrate con ERP e gestionali commerciali (Zucchetti, TeamSystem, SAP, Microsoft)?+
Sì, regolarmente. L'integrazione richiede API o accesso strutturato ai dati — caratteristiche disponibili su tutti i principali ERP commerciali. Lavoriamo con i loro endpoint pubblici, file CSV/XML/JSON, webhook o connessioni database, costruendo middleware idempotenti e tracciati. Lo stack della parte 'nostra' resta open-source; la parte 'loro' la trattiamo da sistema esterno.
Cosa succede se una libreria open-source che usate viene abbandonata?+
Scegliamo solo tecnologie con community ampia, manutenzione attiva e adozione enterprise dimostrata — quelle nello stack ufficiale hanno tutte aziende che le supportano e decine di migliaia di organizzazioni che le usano in produzione. Per i casi limite, monitoriamo la salute dei progetti con strumenti dedicati e abbiamo strategie di migrazione per ogni componente critico.
Il software open-source è gratis?+
Il software lo è (in licenza), ma costruirlo, gestirlo, manutenerlo e farlo funzionare in produzione ha un costo — questo è il nostro lavoro. La differenza rispetto allo stack proprietario è che paghi il lavoro, non un canone di licenza in più ogni anno: il TCO a 3-5 anni è tipicamente significativamente più basso, e la spesa è prevedibile.
→ / Parliamone
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